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“Quella che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla
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"A volte vorrei rifugiarmi con tutto quello che ho dentro in un paio di parole. Ma non esistono ancora parole che mi vogliano ospitare. È proprio così. Io sto cercando un tetto che mi ripari ma dovrò costruirmi una casa, pietra su pietra. E così ognuno crea una casa, un rifugio per sé. E io mi cerco sempre un paio di parole"

-------------------------------------------------

"Le mille metamorfosi
le molte primavere perdute
nei giardini del manicomio
adesso io voglio star sola.
Ho concimato due terre
una non ha dato frutto
ma l’altra mi ha dato l’alloro
e con questo cingerò il mio capo di vergine,
che ha chinato il collo sul ceppo
perché io sono una martire
e dopo andrò davanti all’altare
povera di ogni miseria
e mi darò al mio Signore
ma adesso, si proprio adesso
io voglio finalmente stare sola."
(Alda Merini)

----------------------------------------


 

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28 agosto 2008

E’ fuggita l’estate

e nulla rimane.

Si sta bene al sole

ma questo non basta.

Quel che poteva essere una foglia dalle cinque punte

mi si è posata su una mano

eppure questo no, non basta.

Né il bene né il male sono passati invano

tutto era chiaro, luminoso

eppure questo non basta.

La vita mi prendeva sotto l’ala,

mi proteggeva, mi sollevava

ero davvero fortunato

eppure questo non basta.

Non sono bruciate le foglie,

non si sono spezzati i rami,

il giorno è terso come il cristallo,

eppure questo non basta.




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30 luglio 2008

Quando sei nato non puoi più nasconderti




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8 giugno 2008

Lascia dormire il futuro come merita. Se lo si sveglia prima del tempo, si ottiene un presente assonnato (Kafka)




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19 maggio 2008

Il si quotidiano

 Sì alla terra ed all’acqua ed alle creature che vi dimorano,
sì all’aria da cui viene la vita, sì alla luce ed all’ombra,
sì al ritmo delle stagioni ed al ritmo del sangue,
sì a tutto ciò che si forma e si trasforma, sorgendo
dalla polvere e ritornandovi, sì agli altri pianeti e alle stelle
fino alle più lontane, sconosciute Galassie,
immensamente fulgide anche se il loro fulgore a noi non giunge.
Sì col mio amore, breve com’è breve il mio tempo,
e che pure vorrebbe tutto in sé accogliere, di sé circondare!
Le mie braccia allargate sono appena l’inizio del cerchio.
Ma un Amore più vasto lo compirà.

(Margherita Guidacci)




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11 aprile 2008

Citando Djuna Barnes...


 "Sono la donna, 
  sono io.
  Soffro pace malgrado ogni mia pena
  e
  sopporto dolore attraverso ogni mia pace".
 




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19 febbraio 2008

Anche quando sembra

 che la giornata sia passata come un'ala di rondine, come una manciata di polvere gettata e che non è possibile raccogliere e la descrizione il racconto non trovano necessità né ascolto, c'è sempre una parola una paroletta da dire magari per dire che non c'è niente da dire;essere testimoni di se stessi,
sempre in propria compagnia, mai lasciati soli in leggerezza,doversi ascoltare sempre in ogni avvenimento fisico chimico, mentale, è questa la grande prova.
 




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2 febbraio 2008

Verso sera

Lei si mise a disegnare. 
Ogni tanto metteva giù la penna, alzava il mento al soffitto e lo sguardo le rimbalzava qua e là. 
Non voleva più piangere.
E quando una lacrima, ribelle, le cadde sul foglio, decise di farne un laghetto e accanto ci disegnò due bambini che giocavano e un fiore di loto.
Il timer suonò; la torta ormai era pronta nel forno.     




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7 gennaio 2008

De profundis

 

A volte vorrei essere nella cella di un convento, con la saggezza di secoli sublimata sugli scaffali,  con la vista che spazia su campi di grano.
Lì vorrei sprofondarmi nei secoli e in me stessa.
E alla lunga troverei pace e chiarezza.
Ma questo non è poi tanto difficile.
E’ qui, ora, in questo luogo e in questo mondo, che devo trovare chiarezza e pace e equilibrio. Devo buttarmi e ributtarmi nella realtà, devo accogliere e nutrire il mio mondo esteriore con il mio mondo interiore.




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18 settembre 2007

Non sempre

Non sempre quello che penso lo potrò dire 
ma quello che dico lo penserò sempre. 




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24 agosto 2007

Per gentile traduzione di Sogni&Bisogni: Preghiera

                     


Cara Dea, tu che mai uccidi ma solo trasformi:
Io prego affinché le mie esuberanti, soavi e accidentali parole possano smuoverti a versare le tue feroci benedizioni giù su chiunque legga questa preghiera.
Io prego affinché tu ci dia ciò che non sappiamo neppure di necessitare – non soltanto i benefici che pensiamo di volere, ma tutto ciò che abbiamo sempre avuto paura persino di immaginare di chiedere.

Cara D, tu anarchica ricca che bruci il paradiso fino alle fondamenta:
per favore usa la tua impetuosa magia per aiutarlci a vedere che siamo tutti selvaggi geni creativi troppo grandi per le nostre stesse personalità.

Guidaci verso la consapevolezza di essere completamente differenti da ciò che siamo stati spinti a credere di noi stessi e più eccitanti di quanto possiamo eventualmente immaginare.
Fa' che sia illegale, immorale, irrilevante, antipatriottico e totalmente privo di buon gusto innamorarsi di qualcuno o qualcosa che non vada bene per noi.
Oh Dea, tu che ci dai così tanto amore e dolore mischiati insieme che la nostra moralità è sempre sull’orlo del collasso:
Io ti imploro di lanciare un potentissimo incantesimo d’amore che nullifichi tutte le idee stupide, le decisioni cattive e gli orribili condizionamenti che da sempre ci hanno maledetto.
Per favore evoca un’aura di protezione attorno a noi in modo che possiamo ricevere prematuro avviso se solo saremo sul punto di agire in modo da portare maledizione o pestilenza nella nostra vita presente e futura.
Cara Dea, dolce Dea, tu astuto virus universale senza assurde opinioni:
Per favore, aiutaci a diventare abbastanza disciplinati da impazzire in nome della creazione e non della distruzione.
Insegnaci  la differenza fra opprimente autocontrollo e autocontrollo liberatorio.
Risveglia in noi il potere di fare quello che è parzialmente giusto quando sia impossibile fare quello che è totalmente giusto.
Solleva la Donna Selvaggia che è in noi.
Cara Dea, tu gravida sgualdrina che frustri tutti i desideri mediocri:
Io prego affinché tu ispiri tutti noi mascalzoni compassionevoli accomunati in questa preghiera a prenderci a calci in culo e a lavarci i cervelli.
O DEA, tu selvaggiamente disciplinata, radicalmente curiosa, stupefacentemente amichevole, fanaticamente equilibrata, misteriosamente veritiera, scherzosamente taumaturgica, liricamente logica maestra di sregolate estasi coltiva in te stessa il fervente desiderio di un’intima compagnia con noi nascenti messia. Gioca con noi ogni giorno. Rispondi alle nostre domande. Ascolta le nostre storie. Ispiraci ad amarti così tanto che perdiano il nostro odio per sempre.
Cara Dea, tu nuvola di fungo psichedelico al centro dei nostri cervelli.
Benedicicon sogni lucidi mentre siamo pienamente svegli.
Dacci  l’abilità di evitare l’inferno delle altre persone e mille maschere che rappresentino i nostri veri sentimenti e ammiratori segreti che non siano psicotici persecutori.
Insegnaci ad essere i nostri stessi profeti e a pregare per noi stessi e a raddrizzare i nostri torti e a cantare le nostre canzoni e a salvare le nostre vite.
Cara Dea, tu riottosamente tenera, inquietantemente rassicurante, orgiasticamente sacra sensazione che anche ora corri lungo i nostri morbidi caldi corpi animali.
Io prego affinché tu ci fornisca una licenza a piegare o anche a rompere tutte le regole, le leggi e le tradizioni che ci tengono lontani dalle cose che amiamo.
Mostraci come purgare i desideri inconsistenti che ci distraggono dai nostri audaci, drammatici, desideri divini.
E insegnaci che potremo avere ciò che vogliamo solo lo chiederemo in modo non egoistico.
E ora Dea degli Dei, Dio oltre gli Dei, Fidanzata di Dio, Maestra di Dio, Dea che ha inventato Dio, io porto questa preghiera a qualcuno che mi è vicino, confidando che in questo misterioso momento tu hai cominciato a trasformare ognuno di noi nell’esatto modo nel quale abbiamo bisogno di cambiare per diventare i magnifici geni che siamo nati per essere.
Amen.






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permalink | inviato da milleunametamorfosi il 24/8/2007 alle 19:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

23 agosto 2007

La città della gioia?

Mi hai fatto senza fine
questa è la tua volontà. 
 
Questo fragile vaso
continuamente tu vuoti

continuamente tu riempi
di vita sempre nuova.

Questo piccolo flauto di canna
hai portato per valli e colline
 
attraverso esso hai soffiato
melodie eternamente nuove.

Quando mi sfiorano le tue mani immortali
questo piccolo cuore si perde

in una gioia senza confini
e canta melodie ineffabili.

Su queste piccole mani
scendono i tuoi doni infiniti.

Passano le età, e tu continui a versare,
e c'è ancora spazio da riempire. 

-Rabindranath Tagore-









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23 agosto 2007

Casa dolce casa...

  

Jaeyana Beuraheng, una donna madre di otto figli, un giorno decise di lasciare il suo villaggio nel sud della Thailandia per andare a fare delle spese in Malaysia. Ma purtroppo sbagliò autobus e finì in una città lontana dove tutti parlavano una lingua che non capiva. Quando finì i soldi, cominciò a chiedere l’elemosina nelle strade. Accusata di essere immigrata illegalmente, trovò rifugio in un centro dei servizi sociali. Passarono anni. Un giorno, tre persone del suo villaggio capitarono per caso nel centro, e fu finalmente in grado di comunicare nella sua lingua. Con il loro aiuto riuscì a tornare a casa. La morale di questa storia è: anche se hai sbagliato strada, non importa quanto tempo è passato, ora sei pronto per tornare a casa.

















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1 agosto 2007

Canzone di viaggio

 Sole illumina il mio cuore,
vento disperdi le mie pene e i miei lamenti!
Piacere più profondo non conosco sulla terra
se non di andare lontano.

Per la pianura seguo il mio corso,
il sole deve ardermi, il mare rinfrescarmi
per condividere la vita della nostra terra
dischiudo festoso i miei sensi.

E così ogni nuovo giorno mi deve
nuovi amici, nuovi fratelli indicare,
finché lieto possa celebrare
 tutte le forze
,
e di ogni stella diventare ospite e amico.











permalink | inviato da milleunametamorfosi il 1/8/2007 alle 11:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

24 luglio 2007

Oh piccola con la tua splendida faccia

 

 

versa una lacrima nel mio bicchiere

guarda quei grandi occhi

vedi cosa significhi per me

gelati e frullati

sono un angelo dell’illusione

sono una parata di fantasie.

Voglio che tu sappia cosa penso

non voglio che tiri più ad indovinare.

Tu non hai idea da dove io provengo

noi non abbiamo idea di dove andiamo

alloggiati nella vita come rami nel fiume

che scorrono a valle catturati dalla corrente

io porto te, tu porti me

potrebbe essere, non so perché

Non mi conosci? Non mi conosci ormai?













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6 giugno 2007




"Lontano, lontano più in là dell'orizzonte,
c'era una terra dove non cresceva
niente. Potevi trovarci soltanto le spine,
tra gli scheletri delle case
che ne segnavano il confine.
Poi, grandi distese di sassi
e d'inverno il vento gelido
scoraggiava ogni viandante a
portarci i proprio passi.
Ma in un tempo, in un tempo
che a pensarci adesso, non sembra
nemmeno distante,
il destino di quella terra è cambiato
per mano di un uomo e delle sue piante
che decise di campare in quel posto,
lontanto da tutti e da tutti nascosto,
che scelse di viaggiare la sua vita
lentamente,
lasciandosi dietro il viavai della gente.
Cambierano lune, passarono stagioni,
giorno dopo giorno,
quell'uomo piantava con mano paziente dei
semi e pensava:
nasceranno alberi che cresceranno e
coloreranno questa terra grigia e magari,
domani, ritornerà la vita.
E negli anni quel sogno divenne realtà,
riempiendo il suo cuore di festa,
la desolazione di un tempo
ora cedeva il posto a una grande foresta.
E chi passa oggi da quelle parti
può ammirare la bellezza infinita,
dall'opera compiuta dal cuore di un uomo
ma degna della mano del Dio della vita
e anche se per la gente,
la nascita di quelle piante rimane tutt'ora un
mistero, io lo so che è sbocciato da un animo
grande che adesso riposa nell'angolo più
bello del cielo."








"Proprio come un albero che vive in mezzo agli alberi-mi sento-quando giro per il mondo cerco di far sì che il vento non mi butti giù e di affondar le mie radici nel profondo, prendo il sole in faccia per far si che le mie foglie stiano bene appiccicate lungo questi rami ospito tra le mie braccia nidi di uccellini e do rifugio nel mio fusto a molti sciami.
Proprio come un albero mi spoglio e mi rivesto a seconda se c'è freddo o c'è calore dentro la genetica la mappa delle cellule descrive a quale genere appartengo se sono una quercia oppure un salice piangente oppure un baobab od un saggio di pianura quello che è importante è che al mondo ci sia spazio per qualsiasi espressione di natura.
Prendo il sole in faccia bevo molta pioggia io non ho problemi a convivere con gli altri sono pronto ad accettare la mia sorte sono consapevole del fatto che più o meno presto o tardi ci sarà per me la morte quella che Totò ha definito la livella e che alla fine ci livella tutti uguali alberi bestiole re profeti presidenti calciatori poveretti ed animali.
Quello che io penso come albero parlante è che la vita sia questione di radici più sono profonde più ti puoi portar lontano incontrando gente conquistando amici perché io ho scoperto che le mie radici in fondo sono lì per procurarmi le risorse cosicché con le mie foglie io possa affrontare venti forti e possa farmi delle corse.
Prendo il sole in faccia bevo molta pioggia 
Andare di qua e di là sconfinare allegramente farmi un pò ogni tipo di esperienza incontrare gente allargare le vedute e allenare pure un po' l'intelligenza senza mai scordare cosa sono da dove vengo e pure dove voglio andare con le mie radici belle salde nel terreno io coi rami io mi posso allontanare perché c'ho bisogno della terra sotto i piedi dove dare fondamenta alla speranza proprio come un albero mi adatto un poco a tutto basta solo un po' di clima di accoglienza no no no alla violenza non rivendico nessuna appartenenza tranne quella al mondo degli esseri viventi col diritto di affondare le radici sogno un universo dove ogni differenza sia la base per poter essere amici prendo il sole in faccia bevo molta pioggia proprio come un albero mi colloco nel mezzo tra la terra e il cielo proprio a metà via opero una sintesi tra luce e clorofilla equilibrio di sostanza ed energia"









permalink | inviato da il 6/6/2007 alle 21:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

3 giugno 2007

L'evoluzione passa attraverso ciò che costa. Ma anche attraverso ciò che è piacevole.



[primo]La gioia del sentirsi al proprio posto dà forze immense. Giusto orgoglio.

[secondo]Cantare per crescere. Canzone.

[terzo]Attirato dalle cose misteriose, piacevole, antico, da altre vite ricordi.

[quarto]Recitazione. Teatro. Simulazione che insegna.Insieme,la strada è più facile.

[sesto]Ridere, scherzare, giocare, molto insegnano.











permalink | inviato da il 3/6/2007 alle 21:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

29 maggio 2007

Incontri. Nuovi discorsi con vecchie conoscenze. Noterai i tuoi cambiamenti.



[PRIMO]Parlare in pubblico. Senti le tue parole.

[SECONDO]Ricordi. La misura dei mutamenti.

[TERZO]Non riconosci più chi conoscevi. Sei cambiato in meglio, anche se in "crisi".

[QUARTO]Non rimpiangere. Compiangi.

[QUINTO]Parole, idee, Sentimenti. Sei diverso.

[SESTO] Come sei cambiato! Tre mesi fa non avresti mai fatto questo!






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2 maggio 2007


Oh oh my goodness
I didn't know I was here
Do you know my name? (Can't go wrong when you try)
Alwayz got to try
No matter how long that shit take
Yeah, yeah
Uh
Whatever stops you from dreamin'
Whatever trys to stop you from livin'
Flip it

Welcome home
Cuz right now what I got to do is
I gotta amp myslelf up as well as you
So yea, so what it took me like
Maybe 2 years and shit
But I fell in prepared
You know what I'm sayin
And I'm feelin' a little more ready for the world
And less loss
As I once was

So come on





What chu waitin' on?
Feel me, feel me, feel me
What, uh, yeah
What, uh, yeah
What?




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30 aprile 2007


In una chiesa presso una piazzetta
Un poco oltre Piazza Montanara
Lungo la strada che porta alla salina,
Nell'entrare c'è una cosa benedetta.

Per tutta Roma in lungo e in largo
Non potrai trovare cosa più rara.
È una faccia di pietra che ti dice
Chi ha detto una bugìa e chi non l'ha detta.

Se io adesso in questa faccia, che ha la bocca aperta,
Infilo una mano, e non la serra,
La mia verità considerala certa. 






Roma, 2 dicembre 1832




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30 aprile 2007


Perchè quando



i
ti guardano?













permalink | inviato da il 30/4/2007 alle 11:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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