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Da leggere

"A volte vorrei rifugiarmi con tutto quello che ho dentro in un paio di parole. Ma non esistono ancora parole che mi vogliano ospitare. È proprio così. Io sto cercando un tetto che mi ripari ma dovrò costruirmi una casa, pietra su pietra. E così ognuno crea una casa, un rifugio per sé. E io mi cerco sempre un paio di parole"
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 "Le mille metamorfosi le molte primavere perdute nei giardini del manicomio adesso io voglio star sola. Ho concimato due terre una non ha dato frutto ma l’altra mi ha dato l’alloro e con questo cingerò il mio capo di vergine, che ha chinato il collo sul ceppo perché io sono una martire e dopo andrò davanti all’altare povera di ogni miseria e mi darò al mio Signore ma adesso, si proprio adesso io voglio finalmente stare sola." (Alda Merini)
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28 agosto 2008
E’ fuggita l’estate
e nulla rimane.
Si sta bene al sole
ma questo non basta.
Quel che poteva essere una foglia dalle cinque punte
mi si è posata su una mano
eppure questo no, non basta.
Né il bene né il male sono passati invano
tutto era chiaro, luminoso
eppure questo non basta.
La vita mi prendeva sotto l’ala,
mi proteggeva, mi sollevava
ero davvero fortunato
eppure questo non basta.
Non sono bruciate le foglie,
non si sono spezzati i rami,
il giorno è terso come il cristallo,
eppure questo non basta.

| inviato da milleunametamorfosi il 28/8/2008 alle 23:4 | |
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30 luglio 2008
Quando sei nato non puoi più nasconderti
| inviato da milleunametamorfosi il 30/7/2008 alle 21:14 | |
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8 giugno 2008
Lascia dormire il futuro come merita. Se lo si sveglia prima del tempo, si ottiene un presente assonnato (Kafka)

| inviato da milleunametamorfosi il 8/6/2008 alle 20:29 | |
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19 maggio 2008
Il si quotidiano

Sì alla terra ed all’acqua ed alle creature che vi dimorano, sì all’aria da cui viene la vita, sì alla luce ed all’ombra, sì al ritmo delle stagioni ed al ritmo del sangue, sì a tutto ciò che si forma e si trasforma, sorgendo dalla polvere e ritornandovi, sì agli altri pianeti e alle stelle fino alle più lontane, sconosciute Galassie, immensamente fulgide anche se il loro fulgore a noi non giunge. Sì col mio amore, breve com’è breve il mio tempo, e che pure vorrebbe tutto in sé accogliere, di sé circondare! Le mie braccia allargate sono appena l’inizio del cerchio. Ma un Amore più vasto lo compirà.
(Margherita Guidacci)
| inviato da milleunametamorfosi il 19/5/2008 alle 15:26 | |
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11 aprile 2008
Citando Djuna Barnes...
"Sono la donna, sono io. Soffro pace malgrado ogni mia pena e sopporto dolore attraverso ogni mia pace".

| inviato da milleunametamorfosi il 11/4/2008 alle 8:4 | |
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19 febbraio 2008
Anche quando sembra
che la giornata sia passata come un'ala di rondine, come una manciata di polvere gettata e che non è possibile raccogliere e la descrizione il racconto non trovano necessità né ascolto, c'è sempre una parola una paroletta da dire magari per dire che non c'è niente da dire;essere testimoni di se stessi, sempre in propria compagnia, mai lasciati soli in leggerezza,doversi ascoltare sempre in ogni avvenimento fisico chimico, mentale, è questa la grande prova.

| inviato da milleunametamorfosi il 19/2/2008 alle 13:44 | |
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2 febbraio 2008
Verso sera
Lei si mise a disegnare. Ogni tanto metteva giù la penna, alzava il mento al soffitto e lo sguardo le rimbalzava qua e là. Non voleva più piangere. E quando una lacrima, ribelle, le cadde sul foglio, decise di farne un laghetto e accanto ci disegnò due bambini che giocavano e un fiore di loto. Il timer suonò; la torta ormai era pronta nel forno.
| inviato da milleunametamorfosi il 2/2/2008 alle 1:27 | |
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7 gennaio 2008
De profundis
A volte vorrei essere nella cella di un convento, con la saggezza di secoli sublimata sugli scaffali, con la vista che spazia su campi di grano. Lì vorrei sprofondarmi nei secoli e in me stessa. E alla lunga troverei pace e chiarezza. Ma questo non è poi tanto difficile. E’ qui, ora, in questo luogo e in questo mondo, che devo trovare chiarezza e pace e equilibrio. Devo buttarmi e ributtarmi nella realtà, devo accogliere e nutrire il mio mondo esteriore con il mio mondo interiore.
| inviato da milleunametamorfosi il 7/1/2008 alle 9:3 | |
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18 settembre 2007
Non sempre
Non sempre quello che penso lo potrò dire ma quello che dico lo penserò sempre.

| inviato da milleunametamorfosi il 18/9/2007 alle 17:21 | |
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24 agosto 2007
Per gentile traduzione di Sogni&Bisogni: Preghiera
amen
| inviato da milleunametamorfosi il 24/8/2007 alle 19:38 | |
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23 agosto 2007
La città della gioia?
Mi hai fatto senza fine questa è la tua volontà.
Questo fragile vaso continuamente tu vuoti
 continuamente tu riempi di vita sempre nuova.
 Questo piccolo flauto di canna hai portato per valli e colline  attraverso esso hai soffiato melodie eternamente nuove.
 Quando mi sfiorano le tue mani immortali questo piccolo cuore si perde
 in una gioia senza confini e canta melodie ineffabili.
 Su queste piccole mani scendono i tuoi doni infiniti.
 Passano le età, e tu continui a versare, e c'è ancora spazio da riempire.
-Rabindranath Tagore-
agosto 2007
Kolkata
| inviato da milleunametamorfosi il 23/8/2007 alle 17:29 | |
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23 agosto 2007
Casa dolce casa...
Jaeyana Beuraheng, una donna madre di otto figli, un giorno decise di lasciare il suo villaggio nel sud della Thailandia per andare a fare delle spese in Malaysia. Ma purtroppo sbagliò autobus e finì in una città lontana dove tutti parlavano una lingua che non capiva. Quando finì i soldi, cominciò a chiedere l’elemosina nelle strade. Accusata di essere immigrata illegalmente, trovò rifugio in un centro dei servizi sociali. Passarono anni. Un giorno, tre persone del suo villaggio capitarono per caso nel centro, e fu finalmente in grado di comunicare nella sua lingua. Con il loro aiuto riuscì a tornare a casa. La morale di questa storia è: anche se hai sbagliato strada, non importa quanto tempo è passato, ora sei pronto per tornare a casa.


| inviato da milleunametamorfosi il 23/8/2007 alle 7:42 | |
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1 agosto 2007
Canzone di viaggio
Sole illumina il mio cuore, vento disperdi le mie pene e i miei lamenti! Piacere più profondo non conosco sulla terra se non di andare lontano.
Per la pianura seguo il mio corso, il sole deve ardermi, il mare rinfrescarmi per condividere la vita della nostra terra dischiudo festoso i miei sensi.
E così ogni nuovo giorno mi deve nuovi amici, nuovi fratelli indicare, finché lieto possa celebrare tutte le forze  , e di ogni stella diventare ospite e amico.
| inviato da milleunametamorfosi il 1/8/2007 alle 11:20 | |
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24 luglio 2007
Oh piccola con la tua splendida faccia
versa una lacrima nel mio bicchiere
guarda quei grandi occhi
vedi cosa significhi per me
gelati e frullati
sono un angelo dell’illusione
sono una parata di fantasie.
Voglio che tu sappia cosa penso
non voglio che tiri più ad indovinare.
Tu non hai idea da dove io provengo
noi non abbiamo idea di dove andiamo
alloggiati nella vita come rami nel fiume
che scorrono a valle catturati dalla corrente
io porto te, tu porti me
potrebbe essere, non so perché
Non mi conosci? Non mi conosci ormai?

| inviato da milleunametamorfosi il 24/7/2007 alle 16:35 | |
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6 giugno 2007

"Lontano, lontano più in là dell'orizzonte, c'era una terra dove non cresceva niente. Potevi trovarci soltanto le spine, tra gli scheletri delle case che ne segnavano il confine. Poi, grandi distese di sassi e d'inverno il vento gelido scoraggiava ogni viandante a portarci i proprio passi. Ma in un tempo, in un tempo che a pensarci adesso, non sembra nemmeno distante, il destino di quella terra è cambiato per mano di un uomo e delle sue piante che decise di campare in quel posto, lontanto da tutti e da tutti nascosto, che scelse di viaggiare la sua vita lentamente, lasciandosi dietro il viavai della gente. Cambierano lune, passarono stagioni, giorno dopo giorno, quell'uomo piantava con mano paziente dei semi e pensava: nasceranno alberi che cresceranno e coloreranno questa terra grigia e magari, domani, ritornerà la vita. E negli anni quel sogno divenne realtà, riempiendo il suo cuore di festa, la desolazione di un tempo ora cedeva il posto a una grande foresta. E chi passa oggi da quelle parti può ammirare la bellezza infinita, dall'opera compiuta dal cuore di un uomo ma degna della mano del Dio della vita e anche se per la gente, la nascita di quelle piante rimane tutt'ora un mistero, io lo so che è sbocciato da un animo grande che adesso riposa nell'angolo più bello del cielo."

"Proprio come un albero che vive in mezzo agli alberi-mi sento-quando giro per il mondo cerco di far sì che il vento non mi butti giù e di affondar le mie radici nel profondo, prendo il sole in faccia per far si che le mie foglie stiano bene appiccicate lungo questi rami ospito tra le mie braccia nidi di uccellini e do rifugio nel mio fusto a molti sciami. Proprio come un albero mi spoglio e mi rivesto a seconda se c'è freddo o c'è calore dentro la genetica la mappa delle cellule descrive a quale genere appartengo se sono una quercia oppure un salice piangente oppure un baobab od un saggio di pianura quello che è importante è che al mondo ci sia spazio per qualsiasi espressione di natura. Prendo il sole in faccia bevo molta pioggia io non ho problemi a convivere con gli altri sono pronto ad accettare la mia sorte sono consapevole del fatto che più o meno presto o tardi ci sarà per me la morte quella che Totò ha definito la livella e che alla fine ci livella tutti uguali alberi bestiole re profeti presidenti calciatori poveretti ed animali. Quello che io penso come albero parlante è che la vita sia questione di radici più sono profonde più ti puoi portar lontano incontrando gente conquistando amici perché io ho scoperto che le mie radici in fondo sono lì per procurarmi le risorse cosicché con le mie foglie io possa affrontare venti forti e possa farmi delle corse. Prendo il sole in faccia bevo molta pioggia Andare di qua e di là sconfinare allegramente farmi un pò ogni tipo di esperienza incontrare gente allargare le vedute e allenare pure un po' l'intelligenza senza mai scordare cosa sono da dove vengo e pure dove voglio andare con le mie radici belle salde nel terreno io coi rami io mi posso allontanare perché c'ho bisogno della terra sotto i piedi dove dare fondamenta alla speranza proprio come un albero mi adatto un poco a tutto basta solo un po' di clima di accoglienza no no no alla violenza non rivendico nessuna appartenenza tranne quella al mondo degli esseri viventi col diritto di affondare le radici sogno un universo dove ogni differenza sia la base per poter essere amici prendo il sole in faccia bevo molta pioggia proprio come un albero mi colloco nel mezzo tra la terra e il cielo proprio a metà via opero una sintesi tra luce e clorofilla equilibrio di sostanza ed energia"
| inviato da il 6/6/2007 alle 21:5 | |
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3 giugno 2007
L'evoluzione passa attraverso ciò che costa. Ma anche attraverso ciò che è piacevole.
La gioia del sentirsi al proprio posto dà forze immense. Giusto orgoglio.
Cantare per crescere. Canzone.
Attirato dalle cose misteriose, piacevole, antico, da altre vite ricordi.
Recitazione. Teatro. Simulazione che insegna.Insieme,la strada è più facile.
Ridere, scherzare, giocare, molto insegnano.
| inviato da il 3/6/2007 alle 21:53 | |
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29 maggio 2007
Incontri. Nuovi discorsi con vecchie conoscenze. Noterai i tuoi cambiamenti.
Parlare in pubblico. Senti le tue parole.
Ricordi. La misura dei mutamenti.
Non riconosci più chi conoscevi. Sei cambiato in meglio, anche se in "crisi".
Non rimpiangere. Compiangi.
Parole, idee, Sentimenti. Sei diverso.
Come sei cambiato! Tre mesi fa non avresti mai fatto questo!
| inviato da il 29/5/2007 alle 19:18 | |
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2 maggio 2007
Oh oh my goodness I didn't know I was here Do you know my name? (Can't go wrong when you try) Alwayz got to try No matter how long that shit take Yeah, yeah Uh Whatever stops you from dreamin' Whatever trys to stop you from livin' Flip it
Welcome home Cuz right now what I got to do is I gotta amp myslelf up as well as you So yea, so what it took me like Maybe 2 years and shit But I fell in prepared You know what I'm sayin And I'm feelin' a little more ready for the world And less loss As I once was
So come on
What chu waitin' on? Feel me, feel me, feel me What, uh, yeah What, uh, yeah What?
| inviato da il 2/5/2007 alle 11:24 | |
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30 aprile 2007
In una chiesa presso una piazzetta Un poco oltre Piazza Montanara Lungo la strada che porta alla salina, Nell'entrare c'è una cosa benedetta.
Per tutta Roma in lungo e in largo Non potrai trovare cosa più rara. È una faccia di pietra che ti dice Chi ha detto una bugìa e chi non l'ha detta.
Se io adesso in questa faccia, che ha la bocca aperta, Infilo una mano, e non la serra, La mia verità considerala certa.

Roma, 2 dicembre 1832
| inviato da il 30/4/2007 alle 11:37 | |
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30 aprile 2007
Perchè quando

i  ti guardano?
| inviato da il 30/4/2007 alle 11:30 | |
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